Alenka portret

 

Ispra 2008, Italia

Zupanc - citre
 Ivan Zupanc play the zither (YouTube)

 

 

 

 

 

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Alenka Viceljo

E nata nel 1960 a Lubiana. Ha studiato nel reparto di scultura dell' Accademia di belle arti a Lubiana, dove si e' laureata nel 1983 dal prof. S. Tihec. Dal 1983 e' membro del AABAS ed ha lo status di libera artista.
Lavora con porcellana, la ceramica, il vetro, lo smalto, l'arte grafica e la modellazione grafica. Ha presentato trenta mostre personali autonome in Slovenia e all'estero; collabora inoltre in mostre colletive e nel Triennale mondiale di piccola ceramica a Zagabria.
Vive e lavora a Lubiana e a Lucia.

ESPRESSIONI IN PORCELLANA

Nell' arte plastica contemporanea e nelle sue multiformi varieta' formali technologiche, la creazioni artistica della scultrice Alenka Viceljo rimane un ' eccezione. Infatti, lei e' una dei pochi, se non l' unica in Slovenia e anche nello spazio internazionale, che gia' da due decenni studia le possibilita' di creazione nella porcellana, cioe' in una materialita' che esige una conoscenza particolare di elaborazione tecnologica, anche una tecnologia particolare, ma rende sicuramente delle espressioni specifiche e degli effeti finali strutturali e ornamentali. Gia' come studentessa dell' Accademia era talmente affascinata da questo antico, ricercato e misterioso artigianato orientale – per igli Europei sempre molto pregiato, che le e' rimasto come una media principale delle sue realizzazioni plastiche.
Alenka Viceljo, nel suo processo creativo, confronta le conoscenze gia' elaborate e verificate con continue innovazioni technologiche. Questa possibilita' le viene data dall' azienda Inker di Zagabria. Elabora la massa caolinica – similmente alla creta – nella forma desiderata, la mette nel forno e nel processo succesivo la vetrificazione a 1400 C, con cui raggiunge degli effetti riconoscibili solo sulla porcellana: trasparenza, purita' e impermeabilita'. Il terzo trattamento a una determinata temperatura e' condizionata dalla scelta dei colori della scultrice, tra i quali spicca particolarmente l'indoratura. I rilievi in porcellana della Viceljo sono dunque un nobile intreccio di conoscenze ed esperienze, di tecnologia e desiderio plastico, di rispetto della tradizione e di una gran' sensibilita' di rivivere il presente. Senza volgersi alla tradizione degli oggetti in porcellana utilizzabili e ai contemporanei indirizzi artistici di moda e alle nuove tecnologie, che permettono una celere ed efficace realizzazione di una nuova dichiarazione personale, la scultrice insiste nella ricerca e nell' esplorazione della varieta' scelta e continuamente cerca e scopre anche quelle grazie nelle espressioni, che le vengono date dalla porcellana bianca e fragile dopo un lungo e insistente lavoro.
Con la mostra dei rilievi del ciclo Espressioni in porcellana, nati nel periodo degli ultimi quattro anni, la Viceljo si presenta per prima volta nel Litorale. Le figure alcune delle quali sono composte a mosaico, sono, a causa del media scelto, diverse dalle pratiche plastiche conosciute e dominanti. Con i motivi e i contenuti l' artista si ricollega ai quesiti universali del destino dell' uomo, del suo aggiogamento al tempo contemporaneo e alla determinazione dei valori, condizionati dall' atteggiamento filosofico di un determinato spazio. Ma soprattutto le proprie esperienze di vita personale dettano la scelta dei motivi, riconoscibili e molte volte rappresentati nel passato in una reinterpretazione formale e contenutistica. La figura femminile e quella maschile, Eva e Adamo, le figure dei angeli e gli altri, con tutti i loro segni simbolici e contenutistici diventano protagonisti della confessione piu' intima dell' autrice e del suo dialogo verso il mondo esterno. Le figure umane stilizzate, con  determinate parti, volutamente accentuate dominano lo spazio d' azione; il loro insediamento sulla superficie bidimensionale, il loro portamento e l'applicazione dei colori scelti nella pura bianchezza della porcellana creano un' atmosfera di racconto dinamica, anche misteriosa.
Accanto alla conservazione degli effetti decorativi tradizionalmente tipici per il media scelto, diventa proprio questo il mezzo per rendere oggettiva la sua necessita' di creare, il suo sentire piu' intimo e profondo, il suo vivere e vedere.

 

Nives Marvin

 

 
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